Il protocollo integrato

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L'introduzione di un'applicazione RFid in un contesto produttivo può risultare complessa in quanto può coinvolgere o sconvolgere diversi elementi di un organizzazione, sia interni (strumentazione, personale, ecc.) che esterni (fornitori, clienti): ciò richiede un'analisi preliminare ed approfondita che punti da una parte a "gestire il cambiamento" e dall'altra a definirne le implicazioni economiche, che possono andare al di là del semplice costo dei componenti. Il risultato atteso del progetto pertanto è lo sviluppo di un Protocollo Integrato, ovvero uno strumento che consenta di effettuare una valutazione oggettiva ed efficace della realizzabilità tecnologica e del valore economico delle applicazioni basate su tecnologie RFID all'interno di un'organizzazione. Il Protocollo Integrato sarà quindi un contenitore di metodologie di analisi al fine di poter effettuare degli studi di fattibilità e favorire il trasferimento tecnologico della tecnologia RFid in azienda.

La Metodologia

Il Protocollo Integrato si basa su una metodologia di analisi denominata SCOR: Supply Chain Operations Reference Model. A partire da questa metodologia di carattere generale è stato sviluppato un adattamento in riferimento agli obiettivi preposti: applicazioni RFId e Piccole e Medie Imprese. L’adeguamento è consistito in una selezione dal punto di vista dei processi e delle metriche conseguenti, ai vari livelli, in grado di:
essere compatibile con le caratteristiche dell’organizzazione tipica di una piccola e media impresa: disponibilità parziale dei dati dovuta ad insufficiente utilizzo di sistemi informativi, definizione parziale dei processi e dei ruoli aziendali, presenza di lacune nella gestione dei macchinari, dei fornitori, dei punti vendita ove presenti, dimensione aziendale ridotta, gestione parziale dei processi di produzione, lacune nella pianificazione strategica ed operativa, ecc..  
essere compatibile con le caratteristiche dei progetti di applicazioni RFId: individuazione dei processi aziendali più sensibili rispetto ad altri di applicazioni RFId, orientamento alla gestione dei dati aziendali attraverso sistemi automatizzati, compatibilità con logiche di filiera, ecc..  
essere compatibile con esigenze di semplicità ed efficacia dell’analisi di fattibilità: a fronte delle 570 metriche definite nel modello SCOR, definire un set numericamente gestibile dal punto di vista dell’analisi in modo da ottenere i risultati desiderati con uno sforzo compatibile con le realtà economiche destinatarie. 
 

La Struttura

Il Protocollo Integrato è strutturato come un percorso guidato, per portare l’idea progettuale verso lo status di progetto, attraverso step successivi:
 
Acquisizione di un’idea progettuale: il punto di partenza per l’applicazione del Protocollo Integrato è l’acquisizione di un idea progettuale.
Reperimento informazioni: definita l’dea progettuale, il passo successivo è rappresentato dal reperimento delle informazioni utili al fine di condurre le analisi. A tal fine sono stati predisposti dei moduli per il reperimento delle informazioni, in grado di standardizzare tale fase, acquisendo i dati utili per la definizione di scenari di progetto alternativi valutati nelle successive fasi di analisi.
Definizione del problema: note le caratteristiche degli scenari di progetto e quelle aziendali su cui si vuole intervenire, viene effettuata la definizione del problema. Si stabiliscono quali sono i parametri, gestionali, organizzativi e tecnologici sensibili che devono essere coinvolti ai fini delle analisi successive. La scelta dei parametri ed indicatori da considerare è strutturata in base al settore di appartenenza, i processi coinvolti, gli indicatori coinvolti nel processo, la tecnologia disponibile.
Analisi e risultati: la fase di analisi ha l’obiettivo di stabilire l’impatto e la fattibilità economica di uno o più scenari di progetto al fine di definire lo scenario più adatto alle esigenze del committente.
 
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